venerdì, 06 novembre 2009
-Araldo dicci pure, qual'è la questione del giorno?
-Ce ne sono diverse, aspettate un po' colleghi che ci dò un occhio e vi leggo una lista, li avevo appuntati sullo scontrino dell'estetista...
-Araldo non sarai anche tu come Lussuria? Stai cambiando lentamente la tua natura?
-O non sia mai un'accusa del genere, piuttosto Marrazzo è la mia nuova Venere...
-Eros paidikos è da noi concesso, và avanti e leggi pure le note che ci hai promesso.
-Leggo veloce che ho un impegno urgente, vorrei riuscire a togliermi un dente...vi avevo appuntato alcuni pensieri, del treno che è deragliato ieri. Di un uomo che ha ucciso e si è chiuso in casa, credo vicino Treviso.. vi avevo letto di uno che non ricorda più dov'era il suo tetto, e poi dalla droga che voi magistrati...(tra sè) chissà che foga per celare di questi reati..
-Araldo, mio kerux arrogante, cos'è che nascondi nelle tue mutande? Sta attento a parlare tra i denti che sappiam bene cosa fai il giorno dei santi! Ma spiegati meglio, mirabil coglione, cos'è che della droga la legge oggi impone? La legge siam noi mio caro burlone, siam noi che ne portiamo il nome?
-Bouleuti soavi non avete compreso? Il mio era soltato un leggero sorriso...Volevo siegarvi che il popolo esulta, vuole che anche voi paghiate la multa. Di polvere bianca c'è n'è sempre meno, e si ipotizza un periodo gramo. Vorrebbe che voi facciate la piscia, non si sa mai se la polvere qualcuno lì l'avvista...Ma s'è detto ch'è un fatto un po' personale, non è detto che se sniffi non sai lavorare...S'è detto ch'è un povero la prova la deve fare ma un politico, che importa se ha imparato ha tirare?
-E' una questione un po' delicata, che entri Pericle! Lui l'ha provata!
-Pericle, eccomi! La polvere annuso, ogni mattina mi sento rinato! Lo faccio solo lontano dai pasti e sto molto attento a non farlo durante i congressi. Niente sostanze durante il lavoro, a che pro dovrei pagare se mantengo un certo decoro?
-Permette signori che dica una cosa, libertà è anche questo: il poter sniffare la coca!
-Le libertà tienamci per noi, che paghi la plebe gli errori suoi.
-Sbaglio o non sbaglio, vossignoria! Ma questa può esser  nomata....oligarchia!

[- Un momento mia elcclesia, ho parlato con troppa frenesia!Ho scordato che un signore ci ha salvato dall'orrore!
Signor G mi scusi tanto, non volevo farne un vanto, si alzi pure e in un momento dica pure il suo tormento!
Dica pure a tutti quanti se esiste un vaccino a quei politicanti che cantava nel tombino. Quei sofisti un poco stanchi han trovato un falsario, non vi era posticino nel di tutto contrario? Ci inchiniamo tutti a lei noi finti sicofanti, a lei che ne ha creati tanti!]
Per ulteriori informazioni rivolgersi a :
http://ilcontrarioditutto.splinder.com/

 
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giovedì, 05 novembre 2009
E se per caso un giorno incontrassi un contadino, e se per caso mi accorgessi che si tratta di un bambino che nell'inverno prima di morire mio nonno ha nascosto nel camino.


-Lo senti questo silenzio? Dai è inutile che fai l'indifferente, lo so che ascoltare il nulla non serve a niente.
Ma volevo dirti che riconosco i suoni spenti, quelli di casa mia, no hai ragione, forse non li senti...
E come vedo il campanile, già lo ascolto, è tutta un'altra vita qui, è un po' come tornare al mondo.
Gli ulivi urlano, piegati in supplica, guarda che belli di notte paiono vecchi in preghiera domenica.
Non sento molto, sono un po' sorda, non vedo, ho una vista che scorda.
Che avevo pochi mesi ed ero strabica, vedevo troppo, ipermetrope, dopo una visita medica.
Mi corressero tutto che ora son miope, che scherzi la vita che tutto corrompe.
Mi piaceva vedere più degli altri bambini, li sfidavo, li vedevo lontani.
Queste vigne le vedevo,le sentivo, le toccavo con mano, mi parlavano mi annunciavano un mondo straniero.

- Come parli triste mia signorina, non sarà che sui tuoi occhi sta calando la sera?
Alzi la mano e ti fai scudo col palmo, come il sole stesse bruciando il tuo elmo
come per  vedere lontano, ma il lampadario è poco più alto di un nano
è luce finta, non brucia il tuo volto, ed è soltanto due metri più alto.
Parli bene mia piccola bimba tu che sui campi non hai visto che alba.
Vieni la sera sul calare del giorno, guardali ben i tuoi ulivi nel gelo notturno.
Ascoltali i gufi, il vento ululare, ascoltali bene e ti faranno fuggire.
Il grano, l'uva nascono al sole, muiono l'anime nel giorno che muore.
Vola serena sui campi assolati, dormi lontana da inverni stremati.
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categoria:nostalgie
giovedì, 29 ottobre 2009
a volte di notte c'è solo fumo, a volte musica, a volte rosa che canta ed è bello sentirla. a volte la musica viene dalla chitarra. quella di nunzio che lui la sapeva suonare e che io tengo per bellezza, perchè una donna bella quanto una chitarra ancora non mi riesce di sentirla. e a volte di notte faccio casini e scirvo a chi sa già cos'altro fare, della sua notte nera. no perchè chi lo sa che qui a volte di notte ci sono voci, e chi lo sa io non lo so , chi sia, lui dico. a volte c'è anche rumore, poi quakche macchina mi lascia davanti al portone e a volte non riesco mica ad aprirlo, il portone. A volte di notte dimentico la grammatica e scirvo come in prima elementare, ma non c'è la maestra che mi spiega le maiuscole, che a me  le loro, le maiuscole, non mi sono mai piaciute.  e che a me mi io lo dico senza problemi e che i congiuntivi, i condizionali, ma che fa se non ci sono. che poi a volte di notte alle tre non ci capisco più un cazzo e quindi il computer è acceso e i suo rumore mi ricorda che ho ancora dei timpani funzionanti. che poi di notte io non ci vorrei stare mai così, da sola a scrivere. cosa poi chi lo sa.
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giovedì, 29 ottobre 2009
che pio chissà se davvero siamo in vita. è comunque tutta colpa di un batterio. N1H1 eravamo, N1H1 torneremo.
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mercoledì, 28 ottobre 2009
Nel centro di Bologna una volta risiedevano grandi signori. Non so chi di voi abbia sentito parlare della Grande Famiglia Aristocratica dei Bentivoglio il cui palazzo era della stessa estensione dell'intero ghetto ebraico. Per chi ignora i dettagli precisiamo che l'attuale caffetteria Le Scuderie era nient'altro che la depadance del maestoso palazzo Bentivoglio, situato ad almeno un km di distanza e che ai giorni nostri è sede del noto Body and Piercing dove potete ammirare ogni tipo di tautaggio e di tortura corporea volontariamente inflitta dai modernissimi studenti alternativi altrimenti detti Punkabestia. Nel centro di Bologna dunque, nella zona universitaria un tempo c'era questo maestoso palazzo, coi i suoi giardini, le sue dame, le sue fontane e si suppone che anche allora esistessero punti vendita di kebap e supermaket gestiti da popoli orientali. Per cui quelli che oggi chiamiamo "pakistani", per intendere punti ortufrutticoli o di distribuzione illegale di alcoolici a prezzi maggiorati, una volta erano "turchi". Da cui la nota espressione "fare cose turche" nata originalmente per intendere: andare a fare la spesa in luoghi molto costosi. L'etimologia è un mondo inesplorato che riserva mille sorprese!
Nel centro di Bologna, dove un tempo vi era questo baldanzoso Signor Bentivoglio, con i suoi baffi e la sua livrea, oggi vi sono, come già brevemente accennato, le seguenti categorie: Pakistani (ma non necessariamente provenienti dal Pakistan, molti sono Indiani, non d'Ameria, ma di India), uffici commerciali, Aule studio, Ristoranti,Osterie, Pub, Sali e Tabacchi, negozietti. Per quanto concerne invece i residenti di tale zona l'elenco è molto ristretto e può essere ridotto a tre sole categorie di persone: studenti, vagabondi e pensionati.
Partiremo con l'ultima di queste categorie, per ognuna della quali addurremo alla vostra attenzione un campione a mero scopo esemplificativo.  Prendiamo dunque una giornata qualunque, di una persona qualunque trascorsa in un modo qualunque in suddetta zona denominata Centro di Bologna ovvero Zona Universitaria.

Caso 1.
Procedendo per via Irnerio potrebbe venirvi voglia, uso del voi per intendere un gerenico tu a cui mi sembra giusto dare del voi in tale cirostanza. Procedendo potreste avere voglia di un pranzetto e dopo aver constatato che i prezzi dei Pakistani non fanno al caso vostro,vi potreste imbattere del tutto casualmente in un Conad, altrimenti detto supermercato di grande distribuzione. L'ora in cui potrebbe venirvi tale idea potrebbe essere un'ora qualsiasi, poniamo intorno alle 11 di mattina, che è malauguratamente l'orario di uscita della terza categoria sopra menzionata ed ora analizzata nel Caso 1, i pensionati. Entrando nel supermercato non potrete fare a meno di puntare la vostra attenzione su uno di codesti soggetti, quasi sempre si trascinano con carrellini a scacchi che ricordano carrozzini per bambini cresciuti storti. Hanno aliti cattivi, parlano un bolognese incomprensibile, spesso a causa della dentiera immancabilmente dimenticata sul comodino a causa a sua volta della dimenticanza degli occhiali in bagno durante la notte. Codesti soggetti sono coloro che per anni hanno messo da parte soldini per potersi acquistare una casa in centro. Trascorso del tempo, anche mezzo secolo, il centro si era però trasformato e non accoglieva più la comune cittadinanza. Per pigrizia e per Abitudine, vocabolo assolutamente centrale nella vita di codeste persone, dicevo per pigrizia e Abitudine hanno preferito rimanere nelle loro case in centro, mentre i figli godono a pancia aperta la fresca aria dei colli bolognesi, lontani dalla prima categoria su menzionata: gli studenti. Nel supermercati di cui sopra, vi potrebbero fermare codesti vecchietti, in particolare una signora che bestemmia sempre contro il marito, si suppone morto da un paio d'anni, che morendo non le volle spiegare l'uso infausto della nuova moneta comune, altrimenti detta Euro. Tale incontro lo potreste certamente fare in un qualsiasi giorno verso le undici antimeridiane presso un supermercato. E codesto è un esempio della terza categoria, qui però analizzata per prima nel caso 1.

Caso 2.
Potreste poi imbattervi all'uscita dal supermercato in un capione della categoria Vagabondi, ad esempio Gennarino, che per chi ha avuto modo di annoiarsi in questo blog dovrebbe per lo meno ricordarne il nome. Gennarino potrebbe racconotarvi di sua madre che si chiamava Elisabetta oppure chiedervi un favore, come quello che ha chiesto a me giorni fa, cioè se cortesemente potreste innamorarvi di un suo amico che la moglie l'ha piantato per andare con un altro. L'adempire o meno a questo onere è, naturalmente, a vostra discrezione.
Gennarino potrebbe poi spiegarvi perchè beve e perchè lo chiamano Penna d'Oro, potrebbe  recitarvi una breve poesia, offrirvi una sigaretta che non avrà per poi chiedervi di offrigliene una a vostra volta. Fuma solo merit. Fumi light? Ma sei di Palermo? Ah NO? Vabbè goia mia scusa torna quando cresci. Dopo cotali parole potrebbe voltarsi di schiena e dedicarsi ad un altro più intenso rapporto con la sua bottiglia di labrusco amabile rosso!
Altro campione di codesta categoria è il signor Irmo che potrebbe fermarvi chiedendovi se volete un libro in omaggio il cui titolo recita :RITRATTI IN VERSI D'EGOARCHI CON TRADUZIONI DALL'INGLESE E DAL FRANCESE. Nel qual caso voi accettaste il gentile omaggio in signor Irmo Roversi, nonchè autore del libro nelle vostre mani, vi omaggerà anche di una copia di una lettera a lui recapitata da parte della Bibliotèque municipale à vocation régionale de Nice. In tale lettera, scritta in un francese simile all'arabo, sono contenuti i ringraziamenti della responsabile della biblioteca, ringraziamenti dovuti al fatto che il libro contiene in prima pagina una dedica a Madame Maryvonne Pesteil, ovvero la bibliotecaria. Irmo a questo punto si rifuiterà di darvi qualsivoglia spiegazione. Procedendo di qualche passo potreste dare un occhio al libro e vi accorgerete che è un volume chiaramente autoprodotto e fatto stampare in veste privata dal suddetto Irmo di cui si ignora ogni altra informazione, eccetto: il nome, la sua passione per Madame Maryvonne Pesteil, la sua follia nel pagare una tipografia a spese proprie e regalare poi tali stampe in giro, a caso, e da ciò si potrebbe supporre anche una certa disponibilità economica che a guradarlo, questo Irmo, non si dierebbe.

Caso 3.
Procedendo ancora in procinto di tornare a casa, potreste imbattervi nella categoria più disgraziata delle tre, la più fastidiosa e da evitare, la più lamentevole e triste, la più chiassosa ed arrabbiata, la più misera e allegra: la categoria Studenti. Di quest'ultima consideriamo superfluo dare dettagli poichè siamo certi che chiunque abbia avuto modo di leggere questa guida si sia imbattuto già nella sua, che sia stata breva o lunga, permanenza a bologna in suddetti disgraziati. Le sottocategorie sono infinte e diversissimae per cui lasciamo a voi la possibilità di scoprirle.

In sintesi nel centro di Bologna ad oggi ci sono solo matti, bizzarri, che non permetteranno mai voi di trascorrere una mattinata in centro senza che lo stupore, il riso o il disprezzo vi si dipinga in volto.

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venerdì, 23 ottobre 2009
Il senso di armonia di questo universo, di queste stelle, la musica dei pianeti, l'equilibrio della nascita e della morte, io tutto questo senso di giustizia non lo sento. Sento lo scacco, la sconfitta, l'inutilità, il nulla.
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giovedì, 22 ottobre 2009
Ecco, da brava, alzati presto, esci presto, sotto la pioggia, torna altrettanto presto a casa! Fai colazione, velocemente. Controlla la mail. Gurada quel video segnalato da quel conoscente di reggio emilia. E' un video che riguarda Genova, a quel conoscente dovevi aver parlato di quanto ti piace quella città. E' un video che riguarda Don Gallo che si dà del figlio di puttana, un prete. E' un video in cui ci sono transessuali che cantano canzoni di de andrè. E' un video in cui si parla di scelte, di libertà, che il mondo non si cambia da soli.
E ora da brava, dall'alto della tua coscienza sporca e indifferente, da quel surrogato di perbenismo che non riesce a farsi cattolico, ecco ora da brava incazzati e prova un pietoso senso di impotenza. Giustificati con te stessa che tu, da sola, non puoi fare nulla, anche se giuri al mondo che vorresti. Da brava fatti scendere una lacrima, vai da chi conosci e di che vuoi cambiare, che vuoi essere utile, che le pippe mentali sulla vicina di casa o vittimismi inutili di studentessa precaria, non li vuoi più e non ti sono piaciuti. Da brava giura di non lamentarti più, giura che a luglio parti e vai in africa. Cerca una associazione di volontariato, scoprirai che è a pagamento e desisterai ,ma da brava convinciti che non puoi fare nulla di più. Che il letto ad una piazza e mezza ha scelto te, tu non lo volevi. Che il pc non ti serviva ma te l'hanno regalato, si accettano i regali.
E poi ancora mima un impeto di azione. Apri in computer, sgrana le dita, cerca di contattare don gallo, spiegagli cosa ti è successo sta mattina, annoialo. Non ti risponderà. Sei in un deserto ma tu vuoi credere che ti ci hanno messa e che non puoi fare a meno di restarci.
E ora da brava scarica questi pensieri mattutini che ti impediscono di studiare, scaricali su una pagina internet. Ti sentirai meglio, avrai adempiuto al tuo quotidiano impiego di cittadina omologata alla disperazione.
Da brava,ora stai meglio vero? Pensare che bastava così poco, e tu che volevi andare in Africa!
Domani tornerà tutto come prima e tornerai ad ascoltare le voci del deserto urbano. Dimenticherai i buoni propositi, ti incazzerai con la tua coinquilina che lascia i piatti sporchi per giorni, tornerai a chiuderti nel tuo rancore e chi s'è visto s'è visto.
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mercoledì, 21 ottobre 2009
I muri dello stabile ottocentesco in stile signorile ben conservato in pieno centro storico (come recitava l'annuncio) in cui dimoro da due mesi, bè i muri sono di cartavelina!
La signora del secondo piano la sento ridere ogni giorno durante il telegiornale. Lei quando mi incontra sul pianerottolo ci tiene sempre a precisare con particolare attenzione che della politica non le interessa proprio nulla, e che siamo come gli asini che se anche cambia il padrone, non è che si sta meglio. Che li brucerebbe tutti vivi i politici, che fare il potico non può essere un mestiere. Lei è stata professoressa di greco e credo che la sua loquacità nei miei confronti sia dovuta alla pena che prova per me che sto conducendo gli stessi studi suoi ma in tempi diametralmente sbagliati. La sento ridere, sempre, dicevo durante il telegiornale. Che ieri mi ha fermata in ascensore, anche se io abito al primo paino non capisco perchè non lo debba usare, mi sa di rustico, cmq ieri in ascensore mi ha detto che ad Atene i cittadini erano tutti politici. E ognuno faceva un mestiere diverso e finchè le cose andarono così si poteva parlare di democrazia. Poi si sa è arrivato Pericle, che doveva assomigliare molto ad Obama, anche se lei, la signora del secondo piano, lei dubita che Pericle fosse di colore. Così le ho chiesto chi era Berlusconi nell'antica Grecia. Lei mi ha detto che Berlusconi  non poteva che essere uno stronzo di Roma.
Poco fa l'ho sentita ridere, mentre guardava un servizio sui politici. L'ho sentita urlare più o meno le seguenti minacce contro la sua stessa persona:- Ecco quà, chi con la cravatta rossa, chi con la cravatta verde, ma che si credono che dal colore della cravatta si giudica una brava persona! Ora mi vesto da fascista, mi metto su un bel cartello con la svastica e me ne vado in piazza maggiore ad urlare che sono, però, sono comunista! Cazzo se non lo faccio!
Da quell'istante ho solo sentito sbattere il portone e sono qui con le orecchie tese cercando di percepire il ritorno della sua risata, la tv sintonizzata sul canale locale, e quasi mi sta venendo voglia di pregare per lei.
E' proprio vero che questi muri cono di cartavelina!
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martedì, 20 ottobre 2009
Ho fame. Non so perchè ma ci sono giorni in cui ho fame. Di tutto. Sarà la luna l'effetto che ha su noi povere donne, che così ci allarghiamo come la burrata di bufala. Vi propongo oggi, dunque, una ricetta. Che la cucina è un posto che mi è sempre piaciuto per pensare. Ricetta dei tortellini in brodo del 20 ottobre o giù di lì, non ricordo che girono sia oggi, ma penso vada bene dire il 20 ottobre.

Ingredienti per una porzione: ci penseremo strada facendo.
Tempo di preparazione: lo decideremo più tardi.
Difficoltà: assente o non pervenuta.

Uscite di casa e recatevi ai mercatini vicino piazza Maggiore, dove ci sono le salumerie delle stelle, per bontà e prezzo. Acquistate 250 gr di tortellini Casa Modene, 25 euro al kg ma noi non importa oggi che è 20 Ottobre o giù di lì. Al banco ortofrutta di Talvir acquistate prezzemolo e cipolla e funghi finferli che fanno simpatia per il nome.
Mettete a bollire l'acqua. E a soffriggere in una padella cipolla, poi aggiungete funghi e uno sputo di dado che va letteralmente sputato, la resa è migliore.
Aggiungete una salsiccia, preferibilmente aromatizzata all'anice, preferibilmente abruzzese, preferibilmente una di mia nonna (se avete difficoltà nel reperire suddetto prodotto non fatevi scrupolo alcuno nel contattarmi di persona, e quanto prima). Fate soffrigere ben bene il tutto e calate intanto i 250 gr di tortellini nell'acqua. Fate cuocere per due tre minuti, scolateli e uniteli al soffritto. Fate rosolare ben bene e serviteli caldi con l'aggiunta din una spolverata di  prezzemolo, meglio se originale di Talvir.
Consumate il pasto in un arco di tempo che non vada oltre i 16 minuti.
Se siete fumatori vi concedo una sigaretta, altrimenti ascoltatemi bene. Alzatevi, controllate se ci sia qualcuno in casa. Se trovate qualcuno aspettate di sentirvi male e fatevi accompagnare al prontosoccorso. Se vi accorgete di essere soli uscite di casa, dirigetevi al Sant'Orsola e chiedete di fare una lavanda gastrica adducendo come scusa quella di aver ingerito della candeggina ace gentile.

Ecco io sono appena tornata dal Sant'Orsola, mi sento come un fiore fresca e profumata.
Buon Appetito!



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martedì, 20 ottobre 2009
Non suona la tua sveglia. Non ha mai suonato. Se anche avesse suonato non l'avresti sentita. E mi chiedo come fai ad alzarti sempre alle sei e ventinove minuti primi, anche se la sveglia non suona, anche se non hai nulla da fare, anche quando nevica e quando fa caldo. La mia di sveglia l'ho impostata alle otto e mezza, a volte non la imposto apposta. La tua di sveglia deve averla impostata l'ostretica quando sei nato, e mentre piangevi di dolore e disperazione, più per aver visto lei che per la circostanza sgradita, mentre piangevi di nascosto nell'orecchio la stronza ti ha inserito un piccolo din don che lo senti solo tu alle sei e ventinove minuti primi e che magicamente intende anche l'occulto cambiamento dell'ora legale. Che a me per il sonno che mi sposta mi sembra piuttosto illegale.
Non suona la tua sveglia , quando io mi alzo sei già pulito e riposato che bevi il tuo caffè in polvere, che a un po' tutti gli italiani fa schifo tranne che a te, e questo a volte mi ha fatto ipotizzare ad origini genetiche anomale.

Come tutti i giorni la tua sveglia no ha suonato ma ti sei alzato. C'era una gran festa per la casa, canticchiavi canzoni sessantottine ed eri felice del sole. Hai vagato per il corridoio raccogliendo i miei capelli dal pavimento. Non ti ho sentito ma ti sei sicuramente lamentato. C'era un clown che ti guardava lì sul cesso, la tua vita popolata di astrazioni, sempre piena di mirabili visioni. Hai parlato col tuo grillo, e gli hai chiesto cosa oggi avrebbe mangiato. Pistacchi e mozzarella,..caro grillo questa si che è bella. L'hai aperto il tuo giornale, la realtà lì dentro non ci sa proprio stare. Parla troppo e non sa mai con che nota incominciare. Ti ha seguito al ripostiglio che è il tuo più bel gioiello. Hai girato tutta casa e hai capito che era vuota. Dove sono andati i nani? Dove il prete al capezzale? sarà mica ancora nelle pagine a poltrire? Eri solo tutt'a un tratto, Eri solo, ti era morto anche il gatto che la sera prima di dormire hai riposto nel tuo libro sul fucile.
Tutto solo ti hanno lasciato chi del vero non ne ha mai parlato.
I pidocchi non li vuoi più sulla testa, ma che vita senza loro è mai questa?
Tutto solo ti sei ritrovato, meglio solo che male accompagnato.
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